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New entries e veterani, le emozioni e le aspirazioni dei Dreamers del Team Telethon

I ragazzi del Dream Team alle prese con il progetto Telethon per lo sviluppo di idee innovative che possano migliorare la vita di chi è affetto da malattie genetiche rare. Un compito non semplice che richiede un ampio bagaglio di competenze, grande creatività e capacità empatica. Per riuscire a raggiungere l’obiettivo serve fare squadra e mettersi a disposizione gli uni degli altri. Il Telethon Team lo sta facendo.

È grande l’entusiasmo tra Dreamers ‘veterani’ e new entries: “Per me è la prima volta – racconta Emmanuel SierraDopo la fase conoscitiva siamo riusciti a sintonizzarci sulla stessa frequenza per pensare al progetto migliore. Ci hanno chiesto di rivolgerci ai bambini delle scuole elementari e sensibilizzarli alla comprensione dei problemi che vive chi è affetto da malattie rare. Il morale è alto e sono certo che riusciremo a raggiungere l’obiettivo“. Grandi le aspettative di Elena Gandolfo, Luigi Moretti e Rossana Ferrara del Dream Team. “Ci interessa creare un progetto che possa essere fruibile in futuro – spiegano – Abbiamo fatto uno studio per capire come approcciarci al problema e abbiamo pensato ad una soluzione analogica e ad una digitale. Probabilmente realizzeremo un video per generare empatia nelle persone“.

Tra i Dreamers anche Michele Furia, alla sua seconda esperienza giffoniana: “Il team è simile anche per skills – dice – L’approccio ideale sarebbe stabilire insieme delle linee guida da seguire anche dividendo gli ambiti per poi riaccorparli e completare il progetto. Giffoni è sempre una bella esperienza“. Tra i ragazzi c’è chi ha scoperto il Dream Team, come nel caso di Federica Cantaluppi, attraverso il passaparola tra amici che hanno già fatto questa avventura. “Credo – sostiene – che questa esperienza sia anche più forte di quella che si fa in azienda. È tutto una bella sfida, anche fare squadra con persone che non conosci“. A passare dal ruolo di giurata del Giffoni a membro del Dream Team è Simona Longobardi. “Nei panni da giurata ho vissuto la vita di Giffoni parzialmente, da Dreamer vivo più intensamente la parte dinamica e creativa. Far parte della giuria ti porta ad assistere passivamente, mentre qui Giffoni lo crei e dimostri che i talenti raccolti possono fare qualcosa di davvero importante“.

A dedicarsi al progetto Telethon anche la tedesca Kerstin Tietz: “Volevo fare una bella esperienza e conoscere persone nuove con cui potermi confrontare, volevo scoprire cosa significa vivere la vita di Giffoni incuriosita dalla parte legata all’Innovation Hub – evidenzia – Ad entusiasmarmi ulteriormente è la possibilità di mettermi in gioco in un progetto sociale“. Infine, a svestire i panni di video reporter, indossati durante lo scorso Gff, per sperimentarsi come Dreamer è Michele Cantisani. “Questa è una bella opportunità per farsi conoscere e crescere sia personalmente che lavorativamente – racconta – Ognuno di noi ha un bagaglio di esperienze e conoscenze da mettere al servizio del team e del progetto per arrivare ad un risultato positivo“.

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