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Luca Del Mese, da Dreamer a Uber e ritorno: “Integrare le culture differenti è fondamentale”

La sfida che il Gruppo Toyota Motor Italia ha lanciato al Dream Team 2019 consiste nell’ideare contenuti smart per massimizzare l’efficacia delle proprie strategie di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali. Per rispondere a questa challenge, Giffoni Innovation Hub ha reclutato un team di programmatori, designers, esperti di marketing e comunicazione provenienti da Italia, Colombia e India. A coordinare questo team di talenti internazionali è Luca Del Mese, laureato in Digital Marketing Management e attualmente Account Sales Representative per UBER. Appena un anno fa, Luca indossava la maglia del Dream Team 2018: un’esperienza che ha segnato profondamente il suo percorso professionale e che si sta rivelando utile per il suo attuale ruolo di tutor.

Da Dreamer a tutor del Dream Team: come hai vissuto questo passaggio?

L’esperienza da dreamer mi ha aiutato soprattutto per familiarizzare e entrare in collaborazione con ragazzi e ragazze che non conoscevo e che, fino a pochi giorni fa, non si conoscevano neppure tra di loro. L’anno scorso mi è capitato di vivere le stesse difficoltà che i ragazzi stanno vivendo in questi giorni: sicuramente il mio esserci già passato mi sta aiutando a dare una mano ed essere presente nella gestione delle criticità quotidiane.

Per il Dream Team 2019, Toyota ha lanciato una sfida sull’inquinamento ambientale: qual è la sensibilità del tuo gruppo riguardo queste tematiche?

I ragazzi del mio gruppo hanno tutti meno di 30 anni: parliamo di una generazione molto sensibile alle tematiche ambientali perché vive in un’epoca nella quale l’attenzione mediatica su questi argomenti è estremamente rilevante. Alcuni dei ragazzi hanno già partecipato a progetti sull’inquinamento ambientale e la qualità dell’aria che respiriamo e in generale tutti, sia gli italiani che gli stranieri, hanno idee precise su cosa si possa fare per migliorare le condizioni del pianeta sul quale i nostri figli vivranno.

Coordini un gruppo internazionale, con ragazzi provenienti da India e Colombia: hai notato approcci o mindset diversi?

Sicuramente i ragazzi indiani che fanno parte del nostro team sono estremamente focalizzati sulla parte pratica e sono sempre pronti a dare soluzioni tecniche in tempo reale: il loro modo di ragionare li porta ad essere molto pragmatici. I ragazzi italiani, invece, sono più legati al concetto, all’idea, alla parte nozionistica: è bello vedere come ragazzi che provengono da realtà diverse riescono ad integrarsi tra loro!

Il tuo gruppo raccoglie profili professionali eterogenei e skills diverse: come siete riusciti a fare matching e lavorare in gruppo?

I ragazzi provengono da Politecnici, Business School e Istituti d’Eccellenza di tutto il mondo. Le loro diverse esperienze hanno apportato una gamma di competenze molto diverse che stanno permettendo di migliorare il processo di creazione delle idee e che ci permetteranno di realizzare al meglio i tre output richiesti: il demo pitch, il video di presentazione e il documento di fattibilità. Si tratta di tre output che hanno declinazioni molto diverse e, per realizzarli, avremo bisogno di tutte le competenze presenti nel gruppo: grafica, programmazione, marketing e comunicazione.

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