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Le ragazze del Dream Team Ibm, ‘la vie en rose’ dell’innovazione

Giovanissime, grande testa e grande cuore: sono le ragazze del Dream Team che nei prossimi giorni si cimenteranno con il progetto delle Fondazione Ibm: ‘Nerd – Non è roba per donne?’ nato dalla collaborazione fra IBM Italia e il Dipartimento di Informatica dell’Università la Sapienza di Roma con l’intento di avvicinare le ragazze all’informatica e alla programmazione. Una doppia sfida: innovativa e culturale. Per molte di loro la prima volta da Dreamers si sta rivelando un’esperienza ancora più entusiasmante del previsto. “Per me è la prima volta al Dream Team – ha detto Maria Cristina IaniroUn’esperienza che mi sta piacendo molto non solo perché trovo che il progetto a cui ci stiamo dedicando sia molto interessante, soprattutto per chi come me è appassionata di innovazione, ma anche per la grande sintonia che si è creata tra noi ragazze del team“.

Una squadra internazionale che vede la presenza della slovacca Barbora Lukacova. “Il progetto è molto interessante, è tutto fantastico: il progetto, l’ambiente e il clima amichevole che si è creato – ha raccontato – La giornata passa velocemente, Giffoni è un posto piccolo, ma molto vivo. Sono contenta di avere la possibilità di essere qui“.

Dalla Slovacchia alla Nigeria, a far parte del Dream Team anche la nigeriana Coulibaly Hindatu. “Trovo quest’ambiente meraviglioso – ha sostenuto – E’ una grande opportunità, si conoscono molte persone nuove che provengono da tutti i posti del mondo con cui si stringono relazioni che spero possano durare per sempre. La cosa bella è che quando lavoriamo lo facciamo in maniera seria e che quando c’è da divertirsi, lo facciamo insieme“.

Tra le Dreamers Ibm anche la giovanissima youtuber Francesca Tamburini che segue due progetti. “Sono molto contenta sia del lavoro che stiamo facendo su questo progetto che del lavoro su Generazione Giffoni che riflette di più le mie competenze – ha spiegato – Questo Ibm è una cosa nuova, bella e divertente in cui ognuna dà il proprio contributo. C’è un clima di condivisione, cooperazione e amicizia come in Cittadella“.

Da fan a protagonista, è la storia di Giulia Paone. “Per me è la prima volta, avevo grandi aspettative perché seguo Giffoni da molto tempo – ha raccontato – e sono molto contenta di quello che stiamo facendo. C’è un ottimo livello di impegno e serietà per sviluppare progetti complessi, ma anche divertimento in ambiente variegato e appassionante“.

Esperienza decennale da giurata per Marika Falcone che conferma il proprio entusiasmo rispetto alle esperienze giffoniane. “Ho fatto Giffoni per dieci anni – ha ricordato – Quest’ esperienza è diversa. Prima commentavo da spettatrice, entrando nel Dream Team non sapevo cosa aspettarmi. Qui ci si deve mettere in gioco per rispettare l’impegno preso, siamo persone aperte e diligenti che rispettano il lavoro del team“.

Secondo anno da Dreamers per Flavia Rizza e Clotilde Toma. “Rispetto all’anno scorso per questo progetto partiamo già da una piattaforma – ha evidenziato la prima – Siamo un gruppo di ragazze affiatate, lavoriamo bene anche nei sottogruppi. Ci intersechiamo, sono fiduciosa che il progetto verrà portato a termine. Questa è una bella prova che vinceremo“. Anche per Clotilde il clima che si respira all’interno del Dream Team è di grande affiatamento. “Mi sono innamorata di questa esperienza già l’anno scorso – ha detto – Apprezzo sia il modo in cui le persone ci trattano che la possibilità di scoprire, attraverso lo sviluppo del progetto, cose che non sapevo. Interagire con persone nuove mi dà la possibilità di imparare molto, ma anche di fare apprezzare quello che faccio“.

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